giovedì 5 luglio 2012

L'Italia è un Paese per vecchi

Noi Giovani siamo il vero ammortizzatore sociale di questo Paese: su di noi sono state scaricate per troppo tempo le emergenze del presente. Una classe dirigente incapace di guardare a coloro che verranno dopo, a Noi Giovani, all’Italia di domani, è una classe dirigente incapace di dare futuro al Paese. 

L’Italia, come la quasi totalità dei paesi al mondo, finanzia il funzionamento della propria macchina statale contraendo un debito continuo – ovvero, scaricando su chi verrà dopo la responsabilità di ripagare i creditori. La stessa identica cosa è stata fatta con Noi Giovani: politiche sociali, economiche ed industriali vengono adottate con il mero orizzonte temporale della contingenza, per sanare emergenze, senza prenderne in considerazione il costo per le generazioni future. È stato così con le pensioni, con il mercato del lavoro, con l’istruzione. 

Incolpano la crisi, l’Europa, l’euro, i tempi che corrono. Dovrebbero incolpare loro stessi. Perché biasimarli? In fondo, hanno costruito un Paese a loro immagine e somiglianza: l’Italia È un paese per vecchi.

La classe dirigente politica più vecchia d’Europa non poteva comportarsi diversamente. È naturale per un 60enne fare politiche per persone che guardano ormai alla ‘seconda’ parte della loro vita. Oggi, la Seconda Repubblica è in fase di decomposizione e i politici italiani, per prepararsi allo smottamento che avverrà con l’arrivo della Terza, hanno iniziato a riempirsi la bocca con parole come cambiamento, nuova classe dirigente, ricambio generazionale: in una parola, ‘giovani’. Ma si può davvero credere che chi ha detenuto saldamente il potere amministrandolo in modo disastroso negli ultimi vent’anni si faccia da parte, lasciando tutto in mano ad altri? È più probabile che questi appelli al ‘nuovo’ siano un mero tentativo di rifarsi la verginità.

2 commenti:

  1. Possiamo davvero cambiare questo Paese! I "dinosauri", che adesso vedono vicina la fine della loro "era nefasta", lo sanno bene e già temono. Temono quello che noi giovani vogliamo e dobbiamo rappresentare! Il cataclisma che condurrà alla loro estinzione. Allora un Paese davvero "Nuovo" potrà essere costruito.

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